Quando si parla di trasloco si pensa quasi sempre a fatica, costi e stress. A Vadena, invece, il trasferimento delle scuole dell’infanzia, per quanto abbia richiesto impegno, si è trasformato anche in un momento di festa e di convivialità, in grado di unire le comunità italiana e tedesca in un grande gesto collettivo di collaborazione.
Erano le 8 del mattino di un sabato quando la comunità di Vadena si è rimboccata le maniche per contribuire a svuotare gli spazi all’ultimo piano del Municipio e dell’edificio vicino, che negli ultimi due anni e mezzo hanno ospitato in via del tutto provvisoria le attività didattiche delle scuole dell’infanzia italiana e tedesca.
Genitori dei bambini iscritti, cittadini senza figli a scuola, amministratori e persino qualche alunno hanno deciso di partecipare per dare una mano. Sono servite circa un paio d’ore di dedizione senza sosta dedicate al trasloco degli arredi, per spostare scatoloni, il materiale didattico e pure i giochi.
Un aiuto da tutti, anche dai più piccoli
Qualche bambino ha partecipato entusiasta, trasportando piccoli pacchi e rotoli di carta, sentendosi in questo modo parte attiva di un momento importante per la propria scuola. Accanto ai volontari c’erano anche la vicesindaco Martine Parise e gli assessori Mario Grenga e Josef Untersalmberger, assieme alla coordinatrice Ornella Simoncelli e alla dirigente Roberta Lubiato.
“Abbiamo avuto a disposizione anche dei mezzi agricoli – racconta la vicesindaco -. Alcuni contadini ci hanno supportato guidando i trattori con i rimorchi carichi di tutto il necessario: mobilio, scatole, materiali, giochi. È stata un’immagine bellissima. Grazie di cuore a chi è riuscito ad esserci. Ogni gesto è stato importante e soprattutto prezioso. È stata una bellissima dimostrazione di amore per la comunità”.
E in effetti la giornata ha assunto ben presto il tono di un momento conviviale. Una volta concluso il tutto, i presenti si sono fermati per una merenda improvvisata “sul carro” alla quale ognuno aveva portato qualcosa, una thermos di caffè, dei dolcetti. “Oltre ad essere stato un lavoro è stato un momento di gioia – commenta Parise -. Abbiamo finito il trasloco e poi siamo rimasti altre due ore a chiacchierare. In un mondo dove ci sono sempre più regole, quest’attività è stata spontanea, volontaria, partecipata. E questo è il bello, ci racconta queste realtà sono ancora possibili.”
Un aspetto significativo è stata la partecipazione congiunta delle due realtà linguistiche del paese. “Tutti i volontari erano insieme, sia della scuola tedesca sia di quella italiana, senza divisioni. Ci tengo a sottolineare che, come amministrazione, cerchiamo di comunicare positività e unione, perché questo clima poi si riversa sul paese”, continua la vicesindaca Parise.
Di nuovo fra i banchi dopo una passeggiata
Il ritorno tra i banchi risale allo scorso lunedì 9 febbraio, quando bambini e insegnanti hanno raggiunto la nuova scuola con una passeggiata simbolica, culminata nel taglio del nastro affidato proprio ai più piccoli, tra palloncini e sorrisi.
Per l’inaugurazione ufficiale, però, pare che bisognerà attendere ancora un po’, si stima in primavera quando verranno completate la mensa e la microstruttura Kita, strutture che garantiranno ulteriori spazi e servizi. La nuova scuola rappresenta però anche un traguardo atteso da anni. “Le nascite sono aumentate e con esse la richiesta di posti. Adesso la struttura può contare anche su un’ulteriore piano rialzato” spiega Martine Parise, ricordando un risultato divenuto possibile per merito dei fondi Pnrr, che hanno concesso di approntare un intervento atteso e assai necessario per restituire ai propri giovanissimi concittadini, finalmente, una struttura moderna e più ampia”.
Autore: Daniele Bebber