Andrea Götsch direttore d’orchestra e clarinettista di fama

Attualità | 8/1/2026

La giovane meranese Andrea Götsch ha diretto concerti in Austria, Italia, Bulgaria, Croazia e Corea. Come clarinettista, è membro della Filarmonica di Vienna e dell’Orchestra dell’Opera di Stato di Vienna, nonché membro del comitato della Società Filarmonica. Insegna all’Università di Musica e Arti Performative di Vienna e al Mozarteum di Salisburgo. 

Da liceale avrebbe immaginato una carriera tanto fulgida?

Da studentessa speravo di poter vivere un giorno di musica; ero diligente e curiosa di vedere dove mi avrebbe portato il mio percorso. Diventare membro dell’Orchestra Filarmonica di Vienna e direttrice d’orchestra, ma tutto questo era al massimo un sogno. Ho ottenuto molto, molto più di quanto avrei mai pensato di poter raggiungere. 

Nella sua brillante carriera ha mai trovato ostacoli dovuti al tuo essere donna? 

In linea di massima non ho mai avuto la sensazione di essere stata discriminata a causa del mio sesso. Tuttavia, forse ho visto e vedo ancora oggi, come una sorta di sfida il fatto che, essendo una giovane donna cresciuta tra i meleti, io debba continuamente affermarmi anche nei confronti degli uomini, senza lasciarmi intimidire e continuando a credere in me stessa.  

Trova più appoggio nei colleghi maschi o nelle colleghe donne? 

Ho ricevuto un grande sostegno sia dagli uomini che dalle donne, e ne sono infinitamente grata. L’orchestra è come una grande famiglia; ho molti amici con cui posso parlare apertamente e trascorrere momenti meravigliosi anche lontano dal palcoscenico; questo significa molto per me.

In quale veste si sente più a suo agio da direttore d’orchestra o da strumentista? 

Il clarinetto mi accompagna da molto tempo e mi piace molto suonarlo e integrarmi nel suono dell’orchestra, anche come solista o con ensemble di musica da camera. Come direttrice d’orchestra mi considero però almeno altrettanto musicista: mi occupo intensamente di opere sinfoniche e opere liriche, cerco di comprendere ogni singola voce della partitura e di immergermi completamente nella musica, di conferirle senso e carattere e di ispirare i musicisti dell’orchestra. Alla fine imparo molto da ambo i lati, e sono molto felice di poter vivere questo cambio di prospettiva. 

Le sue giornate devono essere assai dense, che cosa La aiuta a rilassarsi, a distrarsi? 

Molto spesso vorrei che la giornata avesse più ore, ma probabilmente anche questo non risolverebbe i “problemi fondamentali” dei musicisti: potremmo infatti continuare ad esercitarci e a lavorare su noi stessi, la preparazione e lo sviluppo non sono mai completi, si potrebbe continuare ad esercitarsi e imparare di più. Inoltre, la musica è la nostra passione, ci dà tanta forza, gioia e sostegno che siamo disposti a lavorare costantemente. Ultimamente, però, mi rendo sempre più conto di quanto sia importante trovare comunque dei momenti di tranquillità, incontrare la famiglia e gli amici o dedicarsi ad altre passioni. Il calcio gioca naturalmente un ruolo importante per me, mi permette di staccare la spina e ricaricare le batterie.

Che consiglio darebbe ad una bambina che si accosta allo studio di uno strumento e volesse imitarla per la carriera? 

Sii pronta a lavorare sodo su te stessa e non lasciarti scoraggiare dai momenti difficili. Proprio le sconfitte sono state esperienze importanti per me, che alla fine mi hanno fatto crescere e mi hanno aiutato ad andare avanti. Ci vogliono passione e perseveranza, accetta con gratitudine l’aiuto di chi ti circonda, ma prendi le tue decisioni, trova la tua strada e credi in te stessa. 

Qual è il Suo attuale sogno?

Il mio sogno è continuare a toccare il cuore delle persone attraverso la musica, donando loro forza, solidarietà ed emozioni. 

Autrice: Rosanna Pruccoli

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