Penne nere di Ora: cuore in servizio in Emilia Romagna

Attualità | 27/11/2025

Nel silenzio di un piccolo abitato emiliano, dove la natura ha fatto la voce grossa, il canto della solidarietà ha riecheggiato dall’Alto Adige grazie agli Alpini di Ora, ancora una volta in grado di ricordare che la vera grandezza umana sta nella volontà di tendere la mano a chi ha bisogno.

Ci sono gesti che riescono ancora a restituire fiducia nell’umanità. È il caso di questa storia, in cui un atto di concreta solidarietà è stato in grado di portare un raggio di speranza ad una famiglia colpita dalla devastazione. 

Ripercorrendo quanto raccontato da Giorgio Cavalli, socio e interlocutore del Gruppo alpini di Ora, la storia ha origine fra il 17 e il 20 ottobre dell’anno scorso, giorni in cui una violenta ondata di maltempo si è abbattuta sull’Emilia Romagna. 

Le piogge incessanti hanno causato frane ed esondazioni, lasciando dietro a sé dei danni considerevoli, oltre ad una buona e comprensibile dose di paura. Tra chi si è trovato nell’epicentro dei colpiti nel corso di quelle giornate, c’è la famiglia Rossi, residente in un paesino alle porte di Bologna. “La sera del 19 ottobre 2024 io e mio figlio eravamo in casa – racconta Norma Rossi, madre del piccolo Enea di appena un anno e mezzo agli alpini e ai presenti sulla soglia di casa sua, ancora danneggiata dal maltempo – Fuori pioveva a dirotto, ma sembrava tutto tranquillo. Poi, all’improvviso, la montagna ha ceduto. Fango e alberi hanno distrutto una nostra parete al piano terra e hanno raggiunto anche il primo piano, sfondando i vetri. Siamo riusciti a uscire giusto in tempo. Pensavamo che tutto ci crollasse addosso”. In altre parole si è trattato di una tragedia sfiorata e d i un evento che comunque ha lasciato la famiglia con una casa e una vita da ricostruire. 

Ma il karma ha voluto che a un anno di distanza, quello stesso destino abbia voluto intrecciare questa storia a quella degli Alpini di Ora, gruppo fondato nel 1932, costituito da oltre un centinaio di membri attivi e guidato da Andrea Tava. “Chiedevamo solo un piccolo aiuto, un gesto d’amore per poter ricominciare – le parole commosse di Norma -. Quello che abbiamo ricevuto è molto di più, è stato un segno che ci dà forza. Quindi grazie di cuore a tutti gli Alpini e a chi ha creduto in noi”.

L’INTERVISTA

Presidente Tava, ci può raccontare qualcosa in più sulla consegna fatta? 

Durante l’evento “Militari alla Torre” abbiamo consegnato alla famiglia Rossi un assegno, simbolo tangibile della vicinanza del nostro gruppo. Parte dei fondi proveniva dalla tradizionale “Maccheronata in Piazza”, che organizziamo ogni anno con il contributo volontario di cittadini e sostenitori.

Oltre voi ha contribuito qualche altro ente a questa buona causa?

Si, la società Viaggi Markus Reisen di Egna ha voluto dare il proprio contributo, mettendo gratuitamente a disposizione il pulmino per la trasferta e poi partecipando alla donazione. Voremmo sottolineare un ringraziamento alla famiglia Ansaloni, promotrice dell’evento “Militari alla Torre” che ha fattoo sì che questo incontro fosse possibile.

Come avete appreso della richiesta d’aiuto lanciata da questa mamma per la sua famiglia?

Abbiamo saputo di questa situazione attraverso una rete di contatti e ci è sembrato abbastanza naturale intervenire. Del resto la solidarietà fa parte del nostro Dna. Non possiamo rimanere indifferenti davanti a chi, come loro, ha perso tutto.

Come siete entrati in contatto con lei?

è stato grazie a un nostro socio appassionato di collezionismo. Era ad una fiera a Bologna e – penso tramite contatti che ha giù – è venuto a conoscenza della situazione di questa famiglia. Ha portato la storia in direttivo e ci siamo mobilitati.

Parlando della maccheronata, è l’unico evento solidale che promuovete?

No, ne facciamo tante, ma la maccheronata è la nostra iniziativa di punta!

Autore: Daniele Bebber

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