Alessandra Tiddia, fra arte e volontariato

Attualità | 6/3/2025

Alessandra Tiddia è nata a Bolzano e si è laureata nel 1989 presso l’Università degli Studi di Padova in Storia dell’arte contemporanea con una tesi dedicata alla cultura figurativa della Mitteleuropa nelle ex provincie asburgiche, tema che ha avuto modo di approfondire in occasione del Dottorato in Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Venezia (1997). Attualmente segue progetti espositivi e di ricerca legati ai temi della Modernità fra 800 e 900, come ad esempio la mostra Giotto e il 900 o Etruschi del Novecento, presso il Mart di Rovereto o l’esposizione Capolavori del 900, dal Futurismo all’Informale (Mag di Riva del Garda 2024; Ancona Mole Vanvitelliana 2024) o Eterno Femminino, Trieste Museo Sartorio 2024)

Quali furono i ruoli che Lei ha ricoperto al MART?

Qui ho curato ad esempio la programmazione espositiva di questa sede con mostre dedicate alla cultura figurativa di fine secolo (Max Klinger. Sogni e segreti di un simbolista, Franz von Stuck. Lucifero moderno, Il Secolo dell’Impero. Principi, artisti e borghesi nell’Ottocento, Sulle tracce di Maurice Denis. Simbolismi ai confini dell’impero asburgico. Landesausstellung 2007) . Nel 2010 ho co-curato l’edizione del catalogo generale di Gastone Novelli e nel 2015 ho redatto il Catalogo ragionato dedicato a Piero Marussig. 

Nell’ambito della sua professione di storica dell’arte quali sono state le Sue più grandi soddisfazioni?

La mia più grande soddisfazione è quella di avere l’opportunità, attraverso il mio lavoro, di creare emozioni positive nelle persone che visitano le mostre e che si avvicinano, qualche volta per la prima volta, a opere e autori che suscitano in loro una conoscenza emotiva e che arricchiscono il loro mondo, Sono infatti profondamente convinta del ruolo sociale dei musei e dell’arte in particolare come catalizzatrice di energie positive e salutari, come del resto confermano anche recenti studi scientifici in ambito medico.

Inoltre grande soddisfazione è stato anche dedicarmi alla formazione nei dieci anni in cui mi sono occupata di percorsi formativi per stages universitari presso il Mart, per il grande potenziale di entusiasmo che mi hanno trasmesso la maggior parte dei tirocinanti, alcuni dei quali oggi sono affermati professionisti museali.

Oltre al grande impegno in ambito lavorativo Lei si è spesa anche in seno al Rotary, nel quale ha già ricoperto la carica di Presidente. Cosa L’ha spinta ad aderire a questo Service Club?

L’opportunità di mettere al servizio della comunità la mia presenza e anche l’operatività quando possibile, in un contesto di relazioni che amplia i nostri orizzonti personali in un’azione congiunta volta al bene. In alcuni casi anche la semplice presenza assume un valore in questo senso. 

Lei vive da molti anni fuori Bolzano ma ora ha avuto l’occasione di un importante ritorno e operare per il futuro del Museo civico sedendo nel CdA dello stesso. 

Non ho mai smesso di sentirmi bolzanina, pur vivendo attualmente in un altro luogo e mi rende felice e orgogliosa partecipare alla vita culturale della città, sia in seno al Museo Civico che nella Consulta culturale dell’Assessorato provinciale alla cultura italiana. Il Museo Civico sta affrontando una fase epocale in quanto siamo nel mezzo di una ristrutturazione importante che porterà a una riapertura speriamo in un futuro vicinissimo. Nel frattempo è importante riflettere sul ruolo civico di una istituzione museale di così lunga tradizione, sulle nuove sfide e sui tipi di pubblico che vorrà intercettare.  La partecipazione alla Consulta cultura della Provincia è anche molto interessante perché all’interno della consulta si affrontano temi legati alla fruizione culturale a 360 gradi, in senso molto ampio, dalla musica al teatro, alle biblioteche, ai musei e alle mostre, e al sostegno degli artisti alto atesini, con la finalità di accogliere le diverse identità della cultura e di aprirle a una fruizione pubblica il più possibile ampia.

Autrice: Rosanna Pruccoli

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