Attenzione alla truffa online

Attualità | 11/7/2024

La sorpresa è grande, quando si apre la propria casella di posta elettronica e si vede una comunicazione urgente da parte della Polizia; e non da un commissariato qualsiasi, ma dall’Europol, Agenzia dell’Unione europea che contrasta fra le altre cose anche la criminalità informatica. E l’accusa che viene rivolta al destinatario è di aver commesso una frode su internet. Ma il destinatario nel caso specifico è la redazione del quindicinale QuiBassaAtesina, e abbiamo voluto vederci chiaro.

// Di Luca Masiello

La coscienza è a posto, ma il tasto del mouse non sempre fa quello che si vorrebbe: basta cliccare per sbaglio su una finestra  qualsiasi, magari mentre ci si sta rilassando in rete, oppure un “accetto” di troppo sull’ennesimo Pop-up che abbaglia lo schermo e il gioco è fatto, o quasi; anche il cibernauta più cauto non può fare molto contro chi di “mestiere” truffa il prossimo usando internet. 

L’antefatto

Nei giorni scorsi all’indirizzo redazione.bassa@quimedia.it, quello del nostro giornale, è arrivata proprio una di queste mail. 

Nell’oggetto si legge “Richiesta di spiegazioni – Polizia Europol”, e anche l’indirizzo che appare, scritto tutto in stampatello maiuscolo, è indicato come “Polizia Europol”, e nell’allegato c’è un atto giudiziario da parte dell’agenzia europea, con tanto di timbri e firma di Catherine De Bolle, agente di Polizia belga conosciuta per essere la prima donna a ricoprire il ruolo di Direttrice esecutiva di Europol e la prima donna, e la persona più giovane, a diventare Commissario generale della Polizia federale in Belgio. Ed è stata la dottoressa Myriam Quemener (un altro magistrato realmente esistente) a firmare l’ordine di arresto, intimando di “recarsi alla gendarmeria più vicina per l’arresto e per registrarsi come delinquente sessuale (…). Ora sei avvisato”.
Le accuse sono “sollecitazione online ed estorsione sessuale, sito pornografico, cyberpornografia, pedofilia, esibizionismo”.

Lo spavento è immediato, è inutile negarlo; nel caso della mail arrivata all’indirizzo del giornale, magari no, per una serie di motivi, primo fra tutti: come si può arrestare un giornale? 

Ma se arriva al proprio indirizzo privato la tentazione è di rispondere, di chiedere spiegazioni, tanto è solo una mail, magari si sono sbagliati. Cosa mai potrà accadere?

Eh no.

Cosa fare

La prima cosa da fare, quando arrivano queste lettere, è analizzare il contenuto, iniziando dall’indirizzo: il “nickname” è “Polizia Europol”, ma l’indirizzo è quello dell’agenzia? No, e nel nostro caso è un indirizzo che sembrerebbe thailandese, 0943048890@opsmoe.go.th

Poi la forma italiana: va bene, la mail arriva dalla polizia federale olandese, ma l’atto giudiziario sembra tradotto con uno di siti  online da quattro soldi: “Per tua informazione, la legge del marzo 2007 aumenta le sanzioni in caso di tentativi di minori, aggressioni sessuali o stupri potrebbero essere stati commessi utilizzando internet, lo sei per favore fai sentire la tua voce via email”, e segue un altro indirizzo farlocco, questa volta un po’ più credibile ma comunque falso. Che lingua è? 

I capi d’accusa, poi, sono a dir poco esileranti: che reato è “sito pornografico”?

Cosa può accadere

Già questo basterebbe a capire che questa mail è un falso. Anche perché, come spiegano gli esperti della Polizia postale, bisogna sempre diffidare da simili messaggi: “nessuna forza di Polizia contatterebbe mai direttamente i cittadini, attraverso email o messaggi, per chiedere loro dati personali o pagamenti in denaro, con la minaccia procedimenti penali a loro carico”. Eppure c’è chi – in preda al panico, perché si sollecita una risposta entro 72 ore – risponde alla lettera. Cosa succede?

Nel caso migliore alla mail ne segue un’altra, in cui si intima di pagare una cifra (alta) per una sporta di oblazione: si paga e l’Europol si dimentica dei reati ascritti. 

Nel caso peggiore può arrivare una risposta con un link, con il quale – se cliccato- entra in funzione un malaware, e la sicurezza del proprio computer (della propria carta di credito e del proprio conto in banca) è minata.

Come comportarsi

Le azioni da intraprendere, in questi casi, sono poche ma certe: indicare la mail come tentativo di Phishing, segnalandola alla polizia postale attraverso il link www.commissariatodips.it cercando l’area “segnalazioni”. E comunque non rispondere. Mai.  

Autore: Luca Masiello

Rubriche

Editoriale

Oltre la tregua

A molti – lo so – hanno fatto un po’ sorridere gli appelli giunti in questi giorni da...

Mostra altri
Editoriale
Senza Confini

Il ladino, un fiore che vale come l’oro di una medaglia

Il ladino è una delle più belle e preziose eredità che la storia ha consegnato all’Alto Adige. As...

Mostra altri
Senza Confini
La Scena Musicale

Uno sguardo… sul panorama musicale locale

Solitamente, la nostra rubrica, porge attenzione alle nuove uscite discografiche. Stavolta prover...

Mostra altri
La Scena Musicale
Racconti dalla Bassa

La frattura carolingia e l’eredità bavara

Per comprendere l’origine del mix linguistico che caratterizza la valle dell’Adige bisogna tornar...

Mostra altri
Racconti dalla Bassa
Tra storia, arte e architettura

Rudolf Jettmar e Alexander Rothaug rappresentanti dello J...

Il Novecento meranese vide far capolino a Merano importanti architetti e artisti chiamati a reali...

Mostra altri
Tra storia, arte e architettura
Vivere per l’arte

Scherer, tra artee sperimentazione

Dal vetro soffiato all’acquerello, dai piccoli studi raffinati e preziosi a immensi cicli pittori...

Mostra altri
Vivere per l’arte
Invito alla scoperta

La chiesa di Santa Margherita a Lana

La chiesa di Santa Margherita a Lana è davvero una perla da scoprire. Si tratta di una meta imper...

Mostra altri
Invito alla scoperta
Scorci del capoluogo

La strada dedicata a Castel Firmiano

Via Castel Firmiano: è per tale via che, uscendo dalla città verso ovest per il viale Druso, varc...

Mostra altri
Scorci del capoluogo