Quei lunghi cammini senza Internet

Attualità | 5/5/2022

Sorriso contagioso, entusiasmo da vendere e centinaia di chilometri “macinati” sulle proprie gambe, zaino in spalla: sono Sara e Tiziana, rispettivamente di Milano e di Bolzano, insegnante una e ingegnera l’altra, appassionate della natura e grandi amiche. Il destino le ha fatte incontrare fra le montagne dell’Alto Adige e presto le ha portate a percorrere insieme il primo cammino, la Via Francigena, a cui ne sono seguiti molti altri. Fin qui nulla di troppo speciale, ma c’è un “ma”…

Per le loro camminate Sara e Tiziana spengono il cellulare e si affidano interamente alle carte geografiche e alla bussola. Quello che getterebbe nel panico la maggior parte di noi, si trasforma per le due giovani “Panama Walkers” -questo il loro nome d’arte- in un’esperienza ogni volta indimenticabile. Ne abbiamo parlato con Tiziana.

In cammino per giorni, senza internet, né gps, come nasce l’idea?
E’ partito come una sfida: chiacchierando con un’amica, ci ha detto perché non provate a staccare totalmente? Abbiamo deciso di affidarci alle mappe e utilizzare il telefono solo la sera, ma giusto per le chiamate, niente internet o Whatsapp. 

Com’è questa esperienza?
Si è rivelata una scelta azzeccata: è come tornare in un tempo sconosciuto. Ritroviamo una forte connessione con la natura, si acuiscono i sensi, ti devi orientare, magari chiedere. E alla fine della tappa è bello ritrovarsi con gli altri pellegrini, senza stare a guardare il telefono. Ormai è un’esperienza di cui non possiamo più fare a meno. 

E il cappello Panama?
Tutto è nato perché abbiamo fatto il primo cammino ad agosto, per proteggerci dal solleone in Toscana. Tra pellegrini e è solito darsi dei soprannomi, e ci chiamavano le ragazze col cappello… ci è sembrato un nome azzeccato.

Hai qualche aneddoto da raccontare?
L’anno scorso sulla Magna via d’estate, in Sicilia, ci ha sorpreso un temporale inaspettato. Eravamo in mezzo al nulla, c’era solo una piccola casetta, da cui è uscita una signora, che ci ha chiamato e ci ha fatto stare un’ora finché non è finita la pioggia… un’accoglienza incredibile che ci ha aperto il cuore.

Questa esperienza ha cambiato il tuo modo di approcciarti al cellulare e a internet nella vita quotidiana?
Bella domanda! Il momento in cui tocca riaccendere ti prende un po’ l’ansia, perché sai di trovare magari la casella di posta elettronica piena e tanti messaggi Whatsapp. Poi certo inevitabilmente si torna ad utilizzarlo, ma tendenzialmente lo spegniamo nel weekend durante le camminate in montagna.

Capitolo zaino: non deve essere facile prepararlo…
Il primo cammino è sempre quello più pesante. Poi con l’esperienza capisci che anche un paio di calzini in più fa differenza. Si impara a farlo, e questo torna utile anche per le gite di un giorno, o per le vacanze al mare. 

E la pagina Instagram? Come si concilia con la vostra “filosofia”?
Abbiamo creato la pagina si, ma postiamo solo una volta arrivate a casa, quando il cammino è terminato. L’idea ci è venuta perché in molti ci chiedevano consigli sui cammini.

Prossimi progetti?
La via Lauretana, da Perugia a Loreto, in luglio, più o meno 180/ 200 chilometri.

Un consiglio per chi volesse provare?
Tutti possono farcela, magari iniziando con cammini di 2-3 giorni e vedere come reagisce il corpo… basta buttarsi, un passo dopo l’altro!

Autrice: Caterina Longo

Rubriche

Editoriale

Una scuola “nuova”

Nelle scorse settimane a Bolzano si è molto parlato del destino del nuovo edificio scolastico che...

Mostra altri
Editoriale
Senza Confini

Remigrazione. L’homo insipiens e le sue non-parole

Negli Stati Uniti si parla apertamente di “deportazione”. “Le deportazioni di massa stanno miglio...

Mostra altri
Senza Confini
La Scena Musicale

Una chitarra solidale riprende a vivere

Eugenio Pennini è una vecchia gloria della scena musicale bolzanina. Sul finire degli anni Sessan...

Mostra altri
La Scena Musicale
Racconti dalla Bassa

Quel “buio” universale iniziato nel 536

Ci si interroga spesso su quali siano i fattori che innescano i grandi cambiamenti storici di una...

Mostra altri
Racconti dalla Bassa
Tra storia, arte e architettura

I Balog e l’omonimo Sanatorio: una villa dall’architettur...

Quando nel 1894 il dottor Ludwig Balog, specialista ungherese di medicina interna, già assistente...

Mostra altri
Tra storia, arte e architettura
Balconorto

Droni #3

Il riferimento principale è la Direttiva 128/2009/CE, che definisce il quadro per l’uso sostenibi...

Mostra altri
Balconorto
Invito alla scoperta

Castel Rodengo e il Ciclo di Yvain

Fra i castelli più suggestivi dell’Alto Adige non può essere trascurato Castel Rodengo che con la...

Mostra altri
Invito alla scoperta
Scorci del capoluogo

La strada dedicata a Antonio Locatelli

Una delle vie colleganti Corso Libertà con Piazza IV Novembre è dedicata al pilota Antonio Locate...

Mostra altri
Scorci del capoluogo