Obbligo Green Pass e raccolta mele

Attualità | 11/11/2021

L’obbligo del green pass per i lavoratori, scattato da metà ottobre scorso, ha riguardato non solo il settore delle aziende e uffici pubblici e privati, ma anche quello dell’agricoltura. Una disposizione arrivata con la raccolta delle mele ancora in corso, che ha provocato qualche amara sorpresa ai contadini della Bassa. 
Molti lavoratori addetti alla raccolta provenienti dai paesi dell’est Europa, hanno abbandonato da un giorno all’altro la Bassa per tornare a casa, lasciando scoperta la raccolta. Ora la situazione è tornata sotto controllo. 
Ne abbiamo con Reinhard Dissertori, presidente del distretto Bassa atesina del Bauernbund e membro del consiglio di amministrazione della cooperativa frutticola Kurmark Unifrut di Magrè.

Presidente, cosa è successo a metà ottobre con l’obbligo di green pass?
Diversi lavoratori stagionali assunti per la raccolta delle mele sono tornati a casa perché non si volevano vaccinare e la situazione con i test era problematica.

In che senso?
Il centro vaccinale di Ora non offriva i tamponi per i cittadini stranieri e farli nelle farmacie era complicato per via degli orari. L’emergenza è poi rientrata per fortuna: le farmacie si sono organizzate per ampliare gli orari e il centro di Ora ha allargato i servizi anche ai non residenti nei comuni – basta avere un codice fiscale italiano, documento di cui i raccoglitori sono in possesso. Inoltre, abbiamo ricevuto aiuto dai colleghi della Val Venosta – lì la raccolta è terminata e così ci stanno dando una mano.

Da che paesi provengono i raccoglitori tornati a casa?
Polonia, Romania e Bulgaria.

Erano vaccinati Sputnik?
No, ce n’erano solo pochi vaccinati con lo Sputnik, che, sappiamo, non è riconosciuto in Europa.

E ora come procede la raccolta?
Bene per fortuna, anche grazie al bel tempo – contiamo di terminare intorno al 15-20 novembre. 

Ci sono stati problemi anche per la raccolta dell’uva?
No per fortuna – la raccolta dell’uva è molto più veloce e anche qui abbiamo beneficiato del bel tempo e dell’aiuto reciproco tra contadini, fondamentale. La situazione sembra quindi rientrata, e speriamo di andare incontro a settimane più serene prima della meritata pausa invernale.

Autrice: Caterina Longo

Rubriche

Senza Confini

Cento anni, cento candeline. Tutto il resto è vanità

La zia Lucia ha compiuto cent’anni. È nata l’ultimo giorno di primavera del 1926, dopo l’autunno ...

Mostra altri
Senza Confini
Editoriale

Codice rosso

Ne sono consapevole: nei nostri centri abitati esiste una minoranza di cittadini a cui il caldo p...

Mostra altri
Editoriale
Invito alla scoperta

Villa Freischütz: uno scrignodi storia, arte e cultura

Merano offre continue sorprese e visitarla più e più volte è necessario oltre che un piacere. Fra...

Mostra altri
Invito alla scoperta
Racconti dalla Bassa

Il Trens-Birg sopra Laives, Wallburg a lungo dimenticata

Nel 1931 la rivista “Der Schlern” pubblicò una breve ma significativa segnalazione destinata a ri...

Mostra altri
Racconti dalla Bassa
Tra storia, arte e architettura

Clara Schreiber, un’avanguardia femminista nella realtà m...

Fin dai suoi esordi come città di cura, Merano fu la meta di imprenditori, medici, commercianti e...

Mostra altri
Tra storia, arte e architettura
Vivere per l’arte

Mario Trippa

Le origini di un artista traspaiono spesso dal suo uso delle tonalità prima ancora che dalla scel...

Mostra altri
Vivere per l’arte
Scorci del capoluogo

La strada dedicata a Nino Bixio

Via Nino Bixio, collegante via Fago con le pendici del Guncina, è dedicata ad uno dei protagonist...

Mostra altri
Scorci del capoluogo