In coda per la benzina

Rubriche | 1/10/2026

Nei giorni scorsi la corsa ai distributori dove era stato attivato l’ennesimo sconto provvisorio ha assunto caratteri schizofrenici. In sostanza gli automobilisti si sono sottoposti ad alzatacce per andare a mettersi in coda al distributore e quindi… mettersi ancora in coda nelle strade intasate dal traffico. Nella lingua italiana esiste una parola, parossismo, che rende molto bene l’idea del meccanismo che si è messo in moto (ahinoi, anche lui) portandoci a raggiungere in pratica un “momento di massima intensità o l’acme di un processo, sia esso una malattia, un’eruzione vulcanica o una condizione emotiva”. 

Nel capoluogo la situazione è resa ancora più caotica dai numerosi lavori in corso, importanti, presenti in quasi ogni zona della città. Ma la questione non riguarda Bolzano. In tutta la nostra provincia in questo periodo molti se non tutti si stanno facendo i conti in tasca da una parte e svolgendo un’attenta riflessione dall’altra, in merito all’opportunità di mantenere le proprie abitudini di mobilità, ancora troppo legate al mezzo privato motorizzato. 

La riflessione non è solo legata al costo insostenibile che tale abitudine sta assumendo per molti di noi, ma anche all’opportunità o meno di stressarci per stare in coda, uno per uno, e trovare poi man mano lo stratagemma per aggirare gli ingorghi. è soprattutto una questione di qualità della vita, dunque, e la consapevolezza che l’abitudine di cui sopra contribuisce anche a rendere i nostri fondovalle sempre più invivibili dal punto di vista climatico non fa che accrescere questo desiderio di dare una svolta al modo che ognuno di noi vive la propria mobilità. Sia essa quella legata al lavoro, ai motivi familiari o al tempo libero. 

Questo è forse il motivo che ha reso la trentesima edizione di Bolzano in bici ancora una volta una grande festa di popolo. Una festa trasformata quest’anno in una sorta di festa della… liberazione. Liberazione dal traffico, dallo stress, dai rumori, dalla puzza dei gas di scarico. Alcuni partecipanti hanno colto l’occasione per chiedere al sindaco del capoluogo di tornare a prevedere altre giornate senz’auto. Ma molti altri, ne siamo sicuri, si stanno attrezzando per fare due cose: da una parte riconvertendo  finalmente la maggior parte dei propri spostamenti sulle due ruote a pedali, magari assistiti da una batteria. E dall’altra chiedendo alla politica di considerare la necessità di una riorganizzazione e un potenziamento del trasporto pubblico, urbano e non solo. Ben inteso: a prezzi calmierati per i residenti. 

Autore: Luca Sticcotti