Nella riflessione da me proposta nella scorso editoriale mi ero soffermato sul concetto di vacanza, tutt’altro che univoco se andiamo a vedere la vita reale di ognuno di noi. Uno degli aspetti di tale riflessione era legato al fatto che l’estate non per tutti è la stagione ideale, forse oggi ancor di più viste le caratteristiche climatiche estreme che sta assumendo questo periodo dell’anno.
Conseguenza diretta di ciò non può che essere un elogio dell’autunno che è ormai alle porte. Personalmente ho trovato interessante – in rete – un articolo di Fabrizio Maria Barbuto, intitolato “Apologia dell’autunno: perché dovremmo imparare ad amarlo”.
L’autore spiega che chi guarda con fascinazione a questa stagione spesso si sofferma solo sulla sua soggettività estetica (“i colori dell’autunno”), mentre chi non la sopporta la vede solo e appunto come la “fine dell’estate”. In realtà l’autunno è un periodo in cui la natura si manifesta in maniera evidente, rallentando i suoi ritmi e spogliandosi, quasi con una solennità teatrale.
Certo non possiamo mettere in secondo piano il foliage, fenomeno biologico e paesaggistico che tinge le foglie di colori caldi, dal giallo al rosso, trasformando i nostri scorci urbani e rurali in dipinti a cielo aperto. Si tratta di una tavolozza di colori che rappresenta una delizia per la vista, abbinandosi spesso dalla fragranza rassicurante prodotta dalla pioggia che, in autunno – si spera anche e soprattutto quest’anno! – cade più spesso che in estate. L’odore della pioggia in questo caso ha un nome preciso, petricore, e deriva da una combinazione di oli vegetali e geosmina, un composto secreto dai batteri del suolo quando entrano in contatto con le gocce d’acqua. Perché ci piace così tanto? Gli esperti ci dicono che l’impatto della pioggia sul terreno rilascia nell’aria ioni negativi e molecole aromatiche che stimolano i nostri recettori olfattivi, favorendo la riduzione dello stress e la produzione di serotonina.
In autunno poi interviene un altro fenomeno nelle nostre vite, anch’esso dal nome particolare ma molto familiare nei suoi caratteri. Si tratta dell’effetto “nesting”, ovvero della spinta che in noi subentra spingendoci a ritornare alla dimensione domestica che giova al nostro benessere psicofisico, stimolando la produzione di ormoni come l’ossitocina e la serotonina, favorendo in questo modo uno stato di quiete e protezione.
Insomma: godiamoci l’autunno con i suoi benefici. E in realtà anche un pelo di malinconia potrebbe non guastare in questo periodo, sempre di grande ispirazione per chi di noi si esprime in maniera creativa, nell’ambito di qualsivoglia attività artistica.
Autore: Luca Sticcotti