A inizio estate ci siamo augurati tutti buone vacanze e poi – in teoria – ognuno ha scelto il suo modo per staccare dalla routine del resto dell’anno. Chi al mare, chi in montagna, chi visitando città e altri ancora semplicemente viaggiando. Vi siete mai chiesti se c’è qualcuno che non va in vacanza? Io personalmente sì, specie quest’anno in cui restare stare a casa per molti voleva dire fare i conti con un clima al quale non siamo abituati.
Ebbene: in Alto Adige la percentuale di famiglie che dichiarano di non potersi permettere una settimana di ferie all’anno lontano da casa si attesta storicamente intorno al 17-19%. Vuol dire che almeno 92.000 persone su 544.000 anche quest’anno rimarranno a casa o, meglio, tecnicamente non si assenteranno per almeno 4 giorni, periodo che convenzionalmente vuol dire – appunto – andare in vacanza.
Va detto che il nostro 17-19% segna comunque un netto contrasto rispetto al 35,7% che si registra a livello nazionale. Nel resto del territorio italiano una persona su 3, in sostanza, non va in vacanza, rispetto alla nostra percentuale di una su 6, circa.
Ma qual è il perché di questa grande differenza? Beh, innanzitutto a pesare è il reddito medio disponibile più elevato. Ma non è tutto oro quel che luccica: la cosiddetta povertà relativa risulta infatti condizionata anche dalle spese fisse. Da noi il principale fattore di vulnerabilità è rappresentato infatti dall’altissimo costo della vita e della casa (affitti e mutui), che erode il risparmio pur partendo da stipendi mediamente più alti.
Resta il fatto che in Alto Adige una grande fetta di popolazione, corrispondente più o meno alla popolazione del capoluogo, non va in vacanza. E non è solo la povertà relativa ad avere il suo peso. Molti infatti lavorano nel comparto turistico e quindi hanno una diversa concezione dell’andare in vacanza. Poi c’è anche il fatto che il nostro territorio alpino, con il cambiamento climatico, diventa sempre di più un rifugio anche per molti di noi che non amano il caldo e hanno la fortuna di abitare oltre i 1000 metri di quota. Chi glielo fa fare di abbandonare il loro fresco rifugio?
Insomma: forse è meglio riflettere o centellinare la domanda “come sono andate le tue vacanze?” quando incontriamo un vicino o un conoscente. Personalmente conosco delle persone che considerano le vacanze (e l’organizzazione delle stesse) una delle cose più complesse e stressanti della vita. Per cui non ci vanno e… sono contente così.
Autore: Luca Sticcotti