Virtù

Rubriche | 9/7/2026

Seguendo i media e social network, oltre che osservando i nostri comportamenti nella vita di tutti i giorni, mano a mano vengo sempre di più portato a pensare che una delle parole sempre meno utilizzate, perché percepite come passate di moda, sia proprio termine virtù.
Se ci pensiamo, sentiamo subito l’odore di incenso (e oggi di polvere) delle chiese e di un passato lontano e forse ormai sepolto, dove i doveri per definizione nelle nostre regole di comportamento avevano uno status superiore a quello dei diritti.
Ma se ci soffermiamo un attimo e pensiamo a cos’erano e a cosa sono ancora oggi le virtù, non possiamo non accorgerci della loro estrema attualità, proprio perché oggi facciamo parte di un mondo sempre più caotico e individualizzato, in cui sembra che il nostro apporto sia per definizione marginale, e veniamo spinti a tirare a campare e fare i nostri interessi, cercando di sopravvivere nel marasma generale.
Le virtù, in realtà, non passano mai di moda, perché sono valori essenziali della vita umana, individuale e collettiva. Sono abitudini che aiutano a vivere bene e a rispettare gli altri (ricevendone un ritorno positivo). Persino l’intelligenza artificiale, se la interroghiamo in merito, si affretta a dirci che scegliere la giustizia e il coraggio a ben vedere migliora la vita di tutti e – quindi – anche la nostra.
Lasciando perdere le tre cosiddette virtù teologali, sulle quali magari ci riserviamo di tornare a suo tempo, ci basti ricordare quindi il significato in sintesi delle 4 “virtù cardinali”.
Così “prudenza” sta a significare pensare prima di agire. Quante volte ce ne dimentichiamo o pensiamo che questo… limiti la nostra libertà?
Poi “giustizia”, che non vuol dire processi che durano decenni, processi mediatici ecc. ecc., ma dare in definitiva a ciascuno quel che merita. Non sarebbe male, no?
Quindi “fortezza”, ovvero non arrendersi mai di fronte alle difficoltà. Un po’ più di carattere non ci farebbe male, viste le sfide che dobbiamo affrontare. Ma anche qui: non dobbiamo essere rigidi nei confronti degli altri che riteniamo “deboli”, ma piuttosto responsabilizzarci in continuazione, ma senza colpevolizzarci.
L’ultima virtù è la “temperanza”, una parola così desueta che – forse – oggi ce ne sfugge persino il significato. La temperanza è avere autocontrollo e misura. Ne abbiamo davvero un estremo bisogno. Possiamo pensarla come il termostato di casa in questi giorni torridi: aiuta a mantenere l’equilibrio senza esagerare.

Autore: Luca Sticcotti