In un tempo come questo, fonte come non mai di inquietudini e preoccupazioni, per tutti noi diventa ancora più importante essere in grado di ricorrere a personali rimedi in grado di dare sollievo, conforto o ristoro all’animo.
Stare bene, insomma – anche solo per brevi periodi tra disorientamento, rabbia, delusioni e problemi – diventa un imperativo.
Interessante in questo senso è il ricorso che spesso si fa alla parola “balsamo” per fare riferimento a queste individuali oasi di benessere, che ci consentono di prendere una pausa dai nostri problemi, magari osservandoli dall’esterno, come se non fossero per forza sempre con noi e dentro di noi. La parola balsamo deriva dal latino e quindi dal greco, con una lontana origine semitica. Alla radice c’è il termine ebraico basam o balsam, col significato di “spezia” o “profumo”, evolutosi poi per indicare sostanze lenitive e curative.
Ognuno ha il suo modo, per curarsi. C’è chi si distrae completamente, cercando attività e luoghi il più possibile “altri”, come per scoprire il lato opposto di una medaglia e quindi relativizzare.
C’è poi chi invece sceglie di cercare di capire meglio cosa gli succede quando non sta bene, studiando, approfondendo, ragionando, informandosi, magari facendosi aiutare da qualcun altro. C’è poi chi si sfoga, perché ritiene di dover scaricare fisicamente tutta l’energia negativa accumulata. C’è naturalmente anche chi si immerge nella natura, perché ritiene che essa sia in grado di per sé di offrire un riequilibrio rispetto alla nostra consuetudine urbana e densa di relazioni spesso faticose.
Per alcuni in aiuto vengono anche la spiritualità, di vario genere, così come il rifugio in microcontesti sociali che ci fanno stare bene, come ad esempio gli “amici veri” o la famiglia.
Si tratta – come detto – di vie per forza di cose molto personali e individualizzate. Basti pensare che alcuni dei contesti citati come “balsamo”, per altri invece possono essere la sorgente dello stress.
Resta il fatto che oggi come non mai la necessità di ricorrere a queste comfort zone diventa quasi un imperativo sociale. Le inquietudini e la repentina messa in discussione di molti valori che avevamo dato (quasi) per scontati impongono oggi a tutti noi di recuperare innanzitutto noi stessi e la nostra capacità di osservare, ragionare, scegliere e valutare.
Ma per poterlo fare dobbiamo per forza stare bene. Diamoci allora da fare. Perché ce la possiamo fare.
Autore: Luca Sticcotti