Manifestare e governare

Rubriche | 5/3/2026

A fine febbraio sono rimasto molto colpito dalla civiltà con cui, nel capoluogo, si sono svolte le due manifestazioni pro e contro la cosiddetta remigrazione. Non era scontato. Altrove nel passato, anche recente, simili iniziative sono purtroppo generate in scontri con le forze dell’ordine, danneggiamenti della cosa pubblica, eccetera. A Bolzano non è successo ed è un bene. La proposta – estrema – di rendere in qualche modo legittima l’espulsione di massa di stranieri ha avuto modo di essere per così dire spiegata, sia per strada che alla stampa. Allo stesso modo un numero ben più ampio di residenti ha potuto esprimere la propria contrarietà a tale approccio, partendo da motivazioni, sensibilità e diverse esperienze. Sullo sfondo da una parte è stata rivendicata la necessità di difendere l’identità nazionale, un concetto oggi quanto mai sfumato rispetto al passato, sulla scia di una modernità che procede trasformando ad alta velocità il nostro presente. Soprattutto nella nostra terra plurale per definizione, verrebbe da dire. Dall’altra sono stati invece richiamati valori quali diritti umani, uguaglianza, libertà, solidarietà e – ancora una volta – antifascismo quale valore fondante della nostra Repubblica. 

Alla manifestazione “contro” la remigrazione hanno partecipato anche alcuni politici locali, sulla scia della condivisione dei valori appena richiamati. Altri politici hanno invece criticato sia le manifestazioni che la partecipazione dei loro colleghi alla manifestazione “contro” la remigrazione. Alcuni di loro hanno osservato l’inopportunità di schierarsi su versanti definiti entrambi radicali ed estremi. Ma facendo questo hanno posto sullo stresso piano la manifestazione per la remigrazione con quella che vi si opponeva, quando la seconda nella maggior parte dei casi non faceva che riaffermare principi fondanti della nostra Costituzione. Altri addirittura sono arrivati a dire che non è con le manifestazioni che si governa un fenomeno quale quello dell’immigrazione necessario per il futuro della nostra economia, ma anche spesso portatore di insicurezza e criminalità, non solo micro. Questi politici forse si sono dimenticati che le manifestazioni e le riunioni in Italia sono regolate dalla Costituzione, che ne garantisce il diritto fondamentale all’interno di una cornice democratica, sulla scia della libertà d’opinione sancita dall’Art. 17. Se ritengono poi che regolare l’immigrazione sia compito della politica, allora – verrebbe da dire – è il caso che facciano finalmente – e meglio – il loro lavoro. Noi cittadini intanto cercheremo di fare il nostro, nelle scelte elettorali ma anche e soprattutto nella vita reale di tutti i giorni. 

Autore: Luca Sticcotti