“L’affettività non si insegna, bensì si coltiva. Bisogna portare acqua e farla stare al sole: delle volte serve anche del concime, perché cresca da sola. Non la tiri fuori, non c’è un programma scolastico che la produce. Ma c’è – quella sì – la scuola, ovvero un posto dove gente mal pagata, in strutture che spesso cadono a pezzi, dovrebbe compiere il miracolo di far crescere dei germogli accerchiati dalla paura. Quando gli insegnanti non ci riescono ci stupiamo e facciamo certi titoli sui giornali, senza nemmeno renderci conto di essere noi quelli che stanno calpestando l’aiuola.”
Sono parole – queste – del comico genovese Luca Bizzarri, pronunciate nel suo podcast (la nuova forma di radio in pillole) intitolato “Non hanno un amico”. Nell’episodio numero 789 della sua rubrica Bizzarri ha fatto una riflessione, come sempre dolce amara – a partire dal fatto di cronaca di La Spezia in cui un adolescente ne ha ucciso un altro, per presunte ragioni di gelosia in relazione ad una ragazza coetanea.
Per evidenti ragioni Luca Bizzarri ha intitolato il suo podcast “I bambini con il coltello” e – in sostanza – ha invitato i suoi ascoltatori, i politici, i giornalisti ecc. ecc. a fermarsi e a riflettere.
La stessa cosa è successa altrove, ad esempio durante la trasmissione radiofonica “Tutta la città ne parla” di Rai Radio 3 dove in questo caso sulla scia di un appello arrivato da un’ascoltatrice ci si è interrogati sulla necessaria forte presa di coscienza in merito ai problemi psicologici, psichiatrici e di disagio sociale che – spesso – sottendono ai fatti di cronaca nera. Fatti che spesso suscitano la nostra morbosa attenzione sui dettagli più minuti, senza generare altrettanta voglia di sapere di più sui difficili percorsi di vita da cui scaturiscono i protagonisti di tali vicende e sulle occasioni mancate da parte della società, per evitarne gli epiloghi più tragici.
Il disagio sociale ed individuale, insomma, è una cosa seria. Si tratta di un problema trasversale che attraversa tutte le culture, le fasce d’età, le latitudini e le condizioni economiche. Averne una reale e matura consapevolezza è la premessa irrinunciabile per costruire il nostro vivere comune e il nostro futuro. Inasprimenti delle pene e metal detector nelle scuole appaiono in questo senso delle “non soluzioni” in grado di dimostrare solo quanto siamo lontani dalla giusta strada da seguire.
Autore: Luca Sticcotti