Nel mondo le cose sembrano andare in modo diverso, ma ad inizio anno noi – ancora – ci permettiamo di segnalare quanto è stato detto sul tema della pace (sempre più di stretta attualità) da due personaggi autorevoli quali il presidente della Repubblica Italiana e il papa della Chiesa cattolica romana.
Sergio Mattarella nel suo messaggio di Capodanno dopo aver ricordato le devastazioni e le sofferenze dei civili in Ucraina e a Gaza, ha detto che “la pace è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza cercare di imporre la propria volontà, i propri interessi o il proprio dominio”.
Questo modo di pensare, questa mentalità, ha detto, è radicata nella vita quotidiana: “Riguarda tutti gli ambiti: internazionale, gli affari interni degli Stati, e ogni comunità, grande o piccola. Per ogni popolo, è radicata nella sua dimensione nazionale”, ha proseguito il Presidente della Repubblica. “Se ogni circostanza diventa pretesto per violenti scontri verbali, per accuse reciproche dove conta solo la sostanza e conta solo la forza polemica, allora la mentalità di pace non si esprime, non si costruiscono le sue fondamenta. Di fronte alla domanda: ‘Cosa posso fare?’, dobbiamo liberarci da questo fatalistico senso di impotenza che rischia di opprimere tutti”, ha detto Mattarella.
Papa Leone XIV nel suo messaggio per la 59a giornata per la pace che ricorre il 1° gennaio dal canto suo ha parlato di nuovo della pace del Cristo risorto, una “pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante”, riprendendo un concetto espresso più volte anche dal suo precedessore.
Mattarella e Prevost a più riprese hanno ricordato anche al mondo dell’informazione la propria potenzialità per lo meno di non fomentare i conflitti, promuovendo nei fruitori dei servizi giornalistici conoscenza dei fatti reali, accuratezza nel riportare le differenti opinioni, e rigore nella distinzione appunto tra notizie e opinioni.
A nostro avviso non si tratta di prospettive e valori ormai passati di moda, bensì di richiami che riteniamo oggi ancor più importanti e cruciali, in giorni in cui sempre più capi di governo tendono a ritenere legittime operazioni militari che vengono messe in atto senza alcun rispetto per il diritto internazionale.
Autore: Luca Sticcotti