Il Rione Venezia a Bolzano e la sua architettura

Rubriche | 3/9/2020

Nel 1927 l’istituto Case Popolari di Venezia viene incaricato della costruzione di un nuovo rione residenziale parallelo all’asse del Talvera, sul lato San Quirino. La massiccia immigrazione, soprattutto del ceto medio, ovvero di personale amministrativo e statale proveniente in gran parte dal Veneto, aveva bisogno di nuovi alloggi a Bolzano. Gli architetti dell’Istituto disegnarono un intero quartiere in stile veneziano, con tanto di sottoporteghi, calli, altane, comignoli alla veneziana, murature a faccia vista, pietra d’Istria, edicole votive e colonnine stilifore. Contemporaneamente sorrsero anche i complessi residenziali Incis di Piazza Vittoria (1926-28), il Rione Battisti di Luis Trenker (1928) in via Diaz e quello Incis di via Carducci (1926-28). Nel rione di viale Venezia gli edifici vennero impostati su corti interne, alla maniera veneta, con lo scopo di favorire la socialità e la convivialità. Gli stili furono diversi, dal bizantino al gotico, al rinascimentale all’eclettico, ricreando la complessità delle architetture presenti in Laguna. Diversi i materiali che venero utilizzati, dai mattoni agli intonaci, all’inserimento di ferri battuti, all’introduzione di trifore, bifore, balconi e cornici tipici della tradizione veneziana. Le strade dove vennero impostati gli edifici presero il nome di Venezia, Gorizia, Zara e Fiume, per sottolineare il legame di Bolzano con l’allora Regione “Venezia Tridentina”. Ciò sarà evidenziato anche dall’altorilievo rappresentante il Leone di San Marco, presente sull’edificio all’angolo di via Fiume.
L’asse viario del complesso residenziale sfocerà prospetticamente e simbolicamente sul Monumento della Vittoria, dove sono collocati sugli alti pennoni la Lupa Capitolina e, appunto, il Leone di San Marco.

In foto principale: Un edificio di viale Venezia
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Autore: Flavio Schimenti