Aiutateci a salvare il parco di Maia Bassa

Attualità | 19/5/2022

Salvare il parco di Maia Bassa è l’obiettivo che si è proposta l’associazione di volontariato ambientalista AmUmMeranOOdV. Creato da poco ma da subito attivo, il direttivo dell’associazione – che si occupa di sviluppo sostenibile, ambiente e salute pubblica – fa sentire la sua voce e, attraverso una petizione, quella degli abitanti di Maia Bassa.

La raccolta firme si è rivelata subito un successo: nel giro della prima settimana ne sono state contate oltre 700, e mostra quanto il parco di Santa Maria del Conforto, al posto del quale dovrebbe sorgere il nuovo polo scolastico, stia a cuore ai meranesi. Della situazione parla Carla Molinari, presidentessa di AmUmMeranO.

Presidentessa Molinari, come siete venuti a conoscenza del progetto per il nuovo polo scolastico?
Tra le informazioni pubblicate dal Comune abbiamo trovato questo documento con cui si confermava il progetto risalente al 2016. Siamo tornati un po’ indietro nel tempo e abbiamo notato che una commissione ha approvato, nel luglio 2021, il progetto che riguarda il polo scolastico di Maia Bassa. Su cinque membri della commissione, i due contrari hanno notato come il progetto secondo classificato abbia delle caratteristiche che permetterebbero di salvare il verde esistente. Del progetto si è parlato, è stato presentato anche in pubblico, forse è passato in secondo piano il fatto che il parco giochi verrebbe cancellato. 

Quale è stata la vostra reazione? 
Come associazione ambientalista ci siamo molto spaventati per tutte le conseguenze che può avere la costruzione in un’area che adesso è verde. L’area – complessivamente sono 2.330 metri quadrati – sostanzialmente verrebbe in gran parte sigillata, verrebbero abbattuti gli alberi e ambientalmente avrebbe un impatto molto pesante dal punto di vista del suolo, del clima, del ruolo degli alberi ad alto fusto e per la loro funzione all’interno dell’ecosistema. 

Quindi è nata la petizione?
Ci siamo confrontati e abbiamo deciso di cominciare informando, pensando alla petizione come al sistema più diretto per riuscire a raggiungere le persone, informarle e soprattutto permettere loro di esprimere un parere. Lì soprattutto è mancato, direi, il coinvolgimento delle persone in questo importante progetto. Il fatto che ci sia bisogno di scuole è innegabile: la scuola italiana e quella tedesca sono ormai compresse all’interno di vecchi edifici e non vanno bene, però realizzare un nuovo polo scolastico lì, ci sembra davvero una forzatura. 

Come sta reagendo la cittadinanza? 
Il comitato di Maia Bassa ha subito raccolto questo nostro appello e si è dimostrato interessato. Durante la riunione annuale dei membri del comitato è stato anche detto che il polo scolastico, così come è stato progettato ora, è piccolo; le aule saranno sottodimensionate e troppo poche. Poi, per quello che riguarda l’ambiente, non è stato previsto un parco giochi alternativo. Maia Bassa è un quartiere molto popoloso, sono tante le persone che frequentano il parco, in qualsiasi momento della giornata si vede un’utenza molto alta: la mattina ci vanno i bambini dei due asili lì vicino, le tagesmutter, e poi il pomeriggio ci sono tutti, dai piccolissimi ai ragazzini che vanno a giocare al campo da calcetto lì vicino. Insomma, l’idea che sparisca qualcosa di valore e senza un’alternativa è proprio un peccato. 

Vera interlocutrice vostra in realtà è l’Amministrazione…
Sì. Da un lato c’è il Comune che si presenta all’avanguardia dal punto di vista ambientale con documenti come il piano di azione ambientale e climatico e il piano del verde; dall’altro, però, nei fatti si continua a cementificare. Vorremmo cercare di coinvolgere l’amministrazione e gli abitanti in modo propositivo, anche attivo; ci sembra che ci siano anche delle basi sensate su cui ragionare. Ci auguriamo che vengano davvero cambiati i criteri con cui vengono approvati questi bandi perché i criteri ambientali devono essere fondamentali. La questione ambientale è stata considerata solo un accessorio, si è parlato solo di criteri ambientali minimi di compensazione, mentre il rispetto del verde preesistente fino adesso non è stato un criterio. Noi invece vorremmo che lo diventasse. 

Autrice: Ana Andros

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