Star bene in un mondo diseguale

Attualità | 11/11/2021

La giornata internazionale della salute mentale si celebra ogni 10 ottobre dal 1992 per informare e sensibilizzare la popolazione sulle problematiche legate ai disturbi mentali e sulla necessità di promuovere il benessere non solo fisico della persona, ma anche quello psicologico. Quest’anno ,complice i disagi e le incertezze dovuti alla pandemia, non è stato possibile organizzare il consueto salotto informativo sulla passeggiata della Wandelhalle; ed è per questo che abbiamo interpellato la dottoressa Verena Perwanger, psichiatra e primaria del Servizio di Salute Mentale di Merano, che ha spiegato i temi dell’edizione 2021.


Dottoressa Perwanger, qual è il tema della giornata della salute mentale del 2021?
“Salute mentale in un mondo diseguale”. Il mondo è sempre più polarizzato, con i ricchi che diventano più ricchi e il numero di persone che vivono in povertà ancora troppo alto. La pandemia da Covid-19 ha evidenziato ancora di più certe differenze; le categorie economicamente fragili o socialmente al margine, così come tutte quelle persone che vengono discriminate per il loro orientamento sessuale, vivono spesso problemi di salute mentale.

Secondo i dati ufficiali tra il 75% e il 95% della popolazione mondiale di persone con disturbi mentali non possono accedere ai servizi di salute mentale nei paesi a basso e medio reddito. Com’è in vece la situazione in Alto Adige?
C’è chiaramente una maggiore distribuzione dei servizi, però anche qui abbiamo alcuni gruppi che conoscono poco la tematica della salute mentale e dove fattori culturali, sociali e di provenienza possono limitare l’accesso alle strutture o alle consulenze.
La popolazione anziana, ad esempio, vive in casa situazioni di solitudine, isolamento o depressione e non entra facilmente in contatto i servizi presenti sul territorio.

Come stiamo quest’anno in Alto Adige dal punto di vista del benessere mentale?
Quello che posso dire è che le richieste di aiuto sono aumentate di molto. Si è aggiunta una notevole fascia della popolazione che soffre di disturbi mentali dovuti al precarizzarsi della loro situazione economica. E poi ci sono persone che soffrono della sindrome da long Covid (sindrome post virale). Si tratta di un insieme di problematiche fisiche e psicologiche riconducibili al Covid che le persone guarite si trascinano anche dopo molto tempo: fanno fatica a respirare, hanno problemi di concentrazione, dimenticano frequentemente i nomi, si dicono disorientate e così via…

Verena Perwanger

Che cosa è rimasto di questa pandemia?
La distanza sociale e fisica. La situazione nelle case di riposo è ancora drammatica: gli anziani non possono ancora ricevere quel calore e quegli abbracci di cui hanno bisogno per superare il loro stato di solitudine. I bambini invece soffrono di meno e superano più velocemente questo periodo, mentre gli adolescenti invece hanno bisogno di sperimentarsi in gruppo e scambiare esperienze con i loro pari. L’esperienza della solitudine e dell’isolamento inibisce in molti casi lo sviluppo stesso.

Quali sono le strategie e le sfide future da mettere in campo per arginare i danni causati dalla pandemia?
Al momento in Alto Adige abbiamo un problema di risorse umane: manca personale specializzato, si va dai medici agli infermieri e agli educatori. È necessario uscire sul territorio e rivolgerci ai nostri pazienti, entrando nello loro case. Successivamente è necessario lavorare sulla destigmatizzazione del problema mentale, trattandolo come tema culturale e generazionale dei nostri tempi.

Cioè? Che cosa intende dire?
Voglio dire che quello della salute mentale deve essere come il collaudo per la nostra macchina, come il cambio dell’armadio che facciamo ogni anno; deve essere un momento in cui tutti noi dobbiamo chiederci come stiamo e se non è il caso di ricorrere all’aiuto di un esperto per risolvere i nostri problemi mentali e per tornare a stare meglio.
Dobbiamo imparare seriamente a prenderci cura di noi stessi e a non sottovalutare i segnali del nostro corpo.
Viviamo una vita stressante, siamo costantemente bombardati da messaggi e da stili di vita che spesso non si addicono a noi e ci mettono ansia. Ogni tanto allora è il caso di rinunciare a qualche orpello superfluo, privilegiando il valore delle relazioni, della socialità, dello stare bene con gli altri.

Autrice: Francesca Morrone

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