Sofia de Majo indossa la maglia azzurra

Attualità | 27/10/2021

Alla giovane ballerina meranese Sofia Nicole De Majo piace collezionare allori: due medaglie mondiali, una d’oro e una d’argento; due medaglie europee e numerosi altri titoli nazionali. Nel 2007 ha fatto ingresso nel mondo dell’agonismo e da lì sono molte le soddisfazioni raggiunte, così come gli ostacoli incontrati. Nonostante numerosi infortuni, oggi indossa nuovamente la maglia azzurra, così come aveva già fatto nel 2019. Da sempre allieva di Nadia Bozza alla scuola di danza Onlydance Merano, dopo 20 anni di carriera, Sofia oggi sogna di diventare tecnico e giudice di gara.

Sofia, come e quando è iniziato il tuo percorso con la danza?
La danza ha sempre fatto parte della mia vita. Ho iniziato a ballare all’età di tre anni, però ricordo mia mamma che mi raccontava che prima di imparare a camminare, avevo già iniziato a camminare sulle punte.

Quali stili hai praticato e cosa balli oggi?
Ho provato un po’ tutti gli stili di danza, ma oggi mi concentro sulla danza classica, sul contemporaneo e il jazz. Purtroppo, dopo l’operazione non mi sono sentita di proseguire con l’Hip Hop a causa del dolore al ginocchio. Mi mancano le lezioni con la mia insegnante Paola, perché era la disciplina dove mi sfogavo di più. La carica che ti regala questo stile è unica.

Quali sono i maggiori successi che hai raggiunto?
In quasi 20 anni di danza e in 14 di competizioni sono molto felice dei risultati ottenuti negli anni. Il primo posto di danza classica al mondiale del 2014, i due secondi posti all’europeo di Praga e al mondiale di Ossa nel 2019, sono quelli di cui vado più fiera.

Qual è la gara che porti più nel cuore? Perché?
Sicuramente il mondiale del 2014 a Mikolajki. È stato il mio primo campionato del mondo: un’esperienza unica in cui inaspettatamente ho portato a casa la medaglia d’oro.
Inizialmente non mi ero nemmeno resa conto di aver vinto, ma nel momento in cui ho guardato la mia insegnante Nadia commossa e ho sentito l’inno italiano, lì ho realizzato di avercela fatta.

Qual è stata invece la delusione più grande?
La mia delusione più grande è stata non poter partecipare al mondiale del 2015 a causa di un infortunio che mi ha lasciato a casa senza poter partire con la mia squadra.

Che tipo di infortunio è stato? Cosa ha comportato questo per la tua carriera?
Frattura al ginocchio sinistro. Mi hanno operata e sono dovuta rimanere ferma per sei mesi:un inferno per me. Era la prima volta che non danzavo per così tanto tempo ed è stata davvero tosta.Ho pensato di mollare tutto, ma poi grazie al sostegno della mia insegnante ho capito che non dovevo cedere. A ricordarmelo ogni giorno oggi c’è un mio tatuaggio, che recita: “Quando stai per mollare ricordati perché hai iniziato”.

Poi ti sei ripresa e hai recuperato alla grande. Quando hai fatto ritorno in campo gara?
Gli appuntamenti erano i campionati assoluti italiani, ed è stato proprio in quell’occasione che ho avuto il mio riscatto: 3° posto di danza classica, un grandissimo successo per me!

Inaspettatamente ora rindossi la divisa azzurra: come è successo?
Dopo quasi un anno di stop dalle competizioni causa Covid-19, c’era una voglia immensa di tornare in pista e il grande ritorno è stato agli Assoluti di dicembre 2020. Con sorpresa ho ottenuto risultati che non mi sarei mai immaginata, in quanto il livello era alto ed eravamo in molti a partecipare. Ho conquistato la medaglia d’oro nella danza contemporanea e la medaglia d’argento nella danza classica, qualificandomi così per gli Internazionali. Ma non solo, sono anche entrata a far parte del Club Azzurro con i migliori atleti selezionati dalla FIDS (Federazione Italiana Danza Sportiva).

Quali sono i prossimi traguardi che vorresti raggiungere?
I miei obiettivi futuri sono diventare tecnico e ufficiale di gara.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto era poter diventare una ballerina professionista, ma a causa degli infortuni subiti l’ho dovuto accantonare. Un domani mi piacerebbe molto collaborare con Nadia nella scuola di danza.

Che rapporto hai con la tua insegnante Nadia dopo tutti questi anni insieme?
Nadia mi ha vista crescere e mi ha reso ciò che sono oggi. Fin da piccola ero sempre a danza, non volevo mai saltare una lezione. Nadia è come la mia seconda mamma, c’è sempre stata, ha sempre creduto in me e per questo la ringrazio. Ci sono però anche Paola e Ulli (insegnanti di Hip Hop e Contemporaneo), che sono state per me un punto di riferimento importante in questi anni di allenamenti.

Cosa vuol dire per te ballare?
Ballare per me è vita, è il mio modo per potermi sfogare ed esprimermi. Credo però che la danza non sia solo divertimento, ma anche disciplina, educazione e rispetto per ciò che si fa.

Autrice: Chiara Caobelli

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