“I farmacisti non possono vaccinare: siamo fra gli unici in tutta Italia”

Attualità | 16/9/2021

“La farmacia è un luogo familiare per la cittadinanza, fra noi ed i pazienti si crea un rapporto di fiducia. Eppure l’Alto Adige è una delle due uniche province in Italia in cui non ci si può vaccinare in farmacia. E non riusciamo a capire il motivo”: è amaro lo sfogo del presidente dell’Ordine dei Farmacisti altoatesino, Maximin Liebl, che da oltre tre mesi ormai sta cercando di ottenere l’autorizzazione ad effettuare i vaccini anti – Covid nelle farmacie e riuscire dunque a dare una svolta al trend negativo di cittadini non vaccinati in provincia.

Maximin Liebl

Dottor Liebl, l’Alto Adige è maglia nera nella percentuale di vaccinati. Cosa si potrebbe fare?
Un’opera di sensibilizzazione al primo posto, una diffusione di dati concreti che possano affossare certi pensieri basati sul nulla che vedono i vaccini come strumenti letali.
Perché l’unico mezzo per combattere la pandemia è la vaccinazione: o facciamo morire la gente o usiamo questo strumento.
Ci possono essere dei dubbi, certo, ma la valutazione rischio – benefici è enorme: si calcola che il vaccino possa dare degli effetti collaterali importanti a 1 caso su 2 milioni. Di questi casi gravi 1 su 10 milioni muore. Osservando i grandi numeri risulta che i casi mortali sono uno su 20 milioni; questo significa che in Italia avremmo 3 morti per il vaccino. Finora per il Covid sono morte circa 120 mila persone: vogliamo davvero mettere
a confronto 3 casi contro 120 mila? In Alto Adige, poi, manca uno strumento importante: il vaccino in farmacia.

Perché, nel resto d’Italia non bisogna recarsi per forza in un centro specifico come avviene in provincia di Bolzano?
Solo in due provincie non ci si può vaccinare in farmacia, nel resto dello Stato sì. E noi facciamo parte di questa minoranza.
II farmacista è stato autorizzato dal Ministero della salute a somministrare i vaccini; noi siamo pronti da giugno: in tantissimi hanno fatto il corso, si sono certificati, hanno studiato per potersi abilitare, ma ancora oggi stiamo aspettando l’autorizzazione da parte dell’Azienda sanitaria, che chissà perché non arriva.

E ritiene che in questo modo molte più persone si dimostrerebbero disponibili a farsi vaccinare?
Direi proprio di sì, e non lo dico solo io: lo dimostrano studi decennali in altri stati, dalla Germania agli Stati Uniti: se il vaccino viene somministrato in farmacia la percentuale di vaccinati sale pesantemente. A Roma ci sono 500 farmacie che effettuano 30 vaccinazioni al giorno: basta fare due conti per comprendere la portata di questa innovazione. A noi manca solo l’autorizzazione finale. Non capisco cosa stiano aspettando.

Però potete fare i tamponi…
Sicuramente i tamponi sono una mezzo importantissimo per poter combattere la pandemia, e il fatto che possiamo effettuarli noi è stato di grande aiuto per tutta la popolazione: raggiungere una farmacia è facile per tutti, in ogni paese, anche il più piccolo, e fra i nostri clienti – pazienti e noi si instaura un rapporto di fiducia. Oggi in Alto Adige – con esclusione del Vax Bus – bisogna prenotarsi, telefonicamente o online, trovare il giorno giusto e recarsi al centro vaccinale. È decisamente più macchinoso e complicato che recarsi semplicemente in farmacia e chiedere la propria dose.

In questo periodo avrete ancora più lavoro, visto che chi non ha il Green pass deve farsi tamponare ogni 48 ore. È una spesa per queste persone: quanto costa?
Il tampone costa – per decreto del Commissario straordinario – al massimo 15 euro, e per i bambini 8 euro. Molti si lamentano che sono costretti a questa spesa ogni due giorni, e a loro io rispondo: la vaccinazione è gratis. Il fatto che debbano sborsare dei soldi di tasca loro per farsi controllare non è una punizione: dovrebbero solo capire che bisogna vaccinarsi, non c’è altra soluzione.

Autore: Luca Masiello

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