L’ordinanza colpisce la musica nel cuore

Attualità | 2/9/2021

Quell’ordinanza che vuole ulteriormente regolare – seppur temporaneamente – le performance degli artisti di strada a Merano non è andata proprio giù a chi dedica la propria vita alle sette note. I nuovi orari, ma soprattutto il divieto di esibirsi nel cuore del centro storico della città in riva al Passirio limitano di fatto quei concertini che vengono allestiti durante la bella stagione; c’è a chi piacciono e a chi no, e pare proprio che i commercianti ed altri professionisti della zona dei Portici all’altezza di via Cassa di Risparmio facciano parte della seconda categoria, tanto che si sono rivolti alle autorità per ottenere il silenzio durante le loro ore di lavoro. “Un’assurdità, una misura paradossale”: è il commento a caldo a riguardo del vicepresidente dell’Ente gestione teatro e Kurhaus di Merano, nonché direttore della Merano Pop Symphony Orchestra, Roberto Federico, che interpellato a riguardo abbandona i suoi ruoli istituzionali e si vuole esprimere come artista, “e come tale – spiega –  sento che questa misura vuole colpire al cuore la nostra categoria”.

Maestro Federico,  che cosa non va in questa ordinanza?
Semplicemente trovo paradossale che questo documento possa andare a sostituire un regolamento che era stato studiato ad hoc e che, di fatto, funzionava bene. È paradossale anche il discorso degli orari: suonare dalle ore 18 alle 22 significa esibirsi senza pubblico; a quell’ora i turisti sono tutti a cena e i negozi stanno per chiudere, quindi non gira più nessuno in quella zona. 
Le lamentele di pochi hanno portato il disagio di molti, hanno proprio voluto colpire nel cuore della categoria , quella dei musicisti, perché è a loro che si rivolgono queste restrizioni.

Roberto Federico

Però sono stati individuati altri luoghi dove possono esibirsi…
Certo, e sono anche parecchi, ma diciamolo: nessuno di essi ha l’importanza strategica di quella zona di via Portici all’altezza di via Cassa di Risparmio. Io non credo che i meranesi si possano lamentare dei musicisti di strada, perché non ne avrebbero motivo: sono tutti molto disciplinati.

In che senso?
Girando in centro mi fermo spesso ad ascoltare i vari gruppi o singoli che si esibiscono, ed ho notato, da sempre, che ognuno di loro rispetta le norme dettate dal regolamento, quello che era stato siglato dal Consiglio comunale: per esempio utilizzano casse che funzionano a batteria, e che quindi non hanno una potenza così grande. Rispettano poi la pausa obbligatoria prevista tra le ore tredici e le ore quindici , e si posizionano tutti sempre a due metri dalle vetrine o dagli ingressi accessibili ai cittadini. 

Lei cosa consiglierebbe?
Riterrei molto più giusto accompagnare un’ordinanza del genere con dei controlli da parte degli agenti della polizia locale: hanno in dotazione degli strumenti capaci di misurare i decibel, potrebbero recarsi sul posto e stabilire se i suoni emessi dagli artisti superano certi livelli. 
Non mi sembra un’impresa impossibile.

Autore: Luca Masiello

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