Le forbici, la bici e molto altro

QuiIntervista | 14/1/2021

Patrick Pellegrin è nato a Bolzano nel 1976 e ha incominciato a imparare il suo mestiere a 14 anni. Provenendo da una famiglia di parrucchieri questa arte lo ha sempre affascinato. Si ritiene un ragazzo fortunato. Vive in mezzo alla natura e ha una figlia meravigliosa. Il suo grande hobby è la bicicletta.

Quello che mi piace di me.
La generosità.


Il mio principale difetto.
La generosità.


La volta in cui sono stato più felice.
Quando è nata mia figlia. Tanto attesa. Splendida creatura.


La volta in cui sono stato più infelice.
Quando è morto mio padre. Durante il primo lockdown. Non poterlo salutare è stato terribile, un dolore indescrivibile.


La persona che ammiro di più
La mia compagna.


Un libro da portare sull’isola deserta.
“The Expanse”, best seller di fantascienza.


Il capriccio che non mi sono mai tolto.
Prendermi un anno sabbatico.


L’ultima volta che ho perso la calma.
Al secondo lockdown quando hanno chiuso noi parrucchieri, solo in Alto Adige. Senza giustificarne il motivo. Visto che a livello nazionale erano aperti anche nelle zone rosse.


Il fiore che amo.
La rosa. Bellissima e con le spine.


Il mio piatto preferito.
Una buona polenta di Storo cotta per più ore. E un rombo con carciofi al forno.


Il mio musicista preferito.
Sting, un genio indiscusso.


La mia paura maggiore.
Ammalarmi.


L’oggetto a cui sono più legato.
Le mie forbici, fatte a mano in Giappone.


Mi sono sentito orgoglioso di me stesso quando…
Quando ho rilevato il mio negozio. Ero giovanissimo e mi sono buttato nel mondo dell’imprenditoria.


Il mio primo ricordo.
In negozio da mio padre guardandolo lavorare. Le sue mani sembravano muoversi da sole, in autonomia. Una manualità straordinaria.


Dove mi vedo tra dieci anni.
In salone, a creare pettinature stupende.


Per un giorno vorrei essere…
Invisibile.


Nel mio frigorifero non manca mai…
Un’ottima bottiglia di spumante.


Se fossi un animale sarei…
Una fenice.

Autore: Eleonora Gelmo

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