Alto Adige, storia in sintesi

Cultura e spettacolo | 10/12/2020

Alberto Pasquali, avvocato e appassionato di storia fin dall’infanzia, ha recentemente pubblicato “Breve storia dell’Alto Adige”, edito da Curcu & Genovese. Ecco la nostra recesione.

L’attenzione del grande pubblico e il lavoro di molti giornalisti e scrittori sono stati rivolti, nel tempo, soprattutto alla storia più recente della Provincia di Bolzano, lasciando in secondo piano quella più antica. Eppure, come scrive l’autore nell’introduzione, questa storia è di particolare interesse, in quanto non è “solo tedesca, solo italiana, solo ladina, ma è storia autenticamente europea, perché ben poche terre – per la loro posizione geografica ed orografica – hanno avuto radicali alternarsi di popolazioni e fusioni di etnie e di lingua”.

Alberto Pasquali


In poco più di sessanta pagine, il libro di Alberto Pasquali ripercorre questa storia, dai primi riferimenti storici attendibili fino alla caduta del fascismo, con un breve epilogo dedicato al presente. Il testo, agile e accessibile a chiunque, è accompagnato da molte fotografie, illustrazioni e cartine.
In passato si faceva risalire il principio della “storia dell’Alto Adige” al “castrum Drusi” (poi Bauzanum), ma il rinvenimento di Ötzi ha costretto a spostare questa data a 5000 anni fa. Ad ogni modo, è l’insediamento dei romani a dare il via a quei processi storici e culturali di cui rimane traccia ancora oggi. La fusione delle genti romane con le popolazioni locali, per esempio, diede origine alle lingue ladine che, benché ovviamente mutate, sopravvivono tuttora in alcune valli. Con la caduta dell’Impero romano si ebbero le invasioni di Visigoti e Ostrogoti e la successiva penetrazione dei Baiuvari nel territorio, fino all’odierna Salorno.

A sinistra Walther von der Vogelweide, a destra Oswald von Wolkenstein

A partire da queste prime informazioni, Pasquali ripercorre, attraverso brevi capitoli, la storia della Provincia, concentrandosi su alcuni aneddoti e biografie di personaggi particolarmente rilevanti. Si incontrano così Walther von der Vogelweide, la mitizzata figura di Margarete Maultasch, la dinastia dei conti Mainardi, la cui epopea – scrive l’autore – coincide con il periodo più glorioso del Tirolo, e Oswald von Wolkenstein. L’autore affronta poi “il crollo dell’impianto feudale e l’ascesa al potere dei ricchi mercanti laici” e il periodo della caccia alle streghe. Vengono raccontate le storie del ribelle Michael Gaismair, che si oppose “[al]l’ignobile sfruttamento del lavoro dei contadini tirolesi”, morendo giovanissimo e passando alla storia come primo sindacalista, e di Claudia de’ Medici, fino ad arrivare alla nascita degli Schützen. Dopo quelli dedicati ad Andreas Hofer e al periodo della Restaurazione, i capitoli conclusivi attraversano le guerre mondiali, il fascismo, lo Statuto d’autonomia e si concludono con un breve scorcio sul presente.

Michael Gaismair visto da Karl Plattner


“Breve storia dell’Alto Adige” non si rivolge agli esperti di storia in cerca di informazioni inedite o di approfondimenti specialistici, ma potrebbe rispondere ad alcune curiosità di chi, volenteroso di scoprire qualcosa in più sulla storia del territorio, è alla ricerca di un testo leggero e di facile consultazione.

Rubriche

Editoriale

L’ultimo chilometro

Siamo in un’epoca in cui facciamo sempre più fatica a parlare di futuro. Molte sono infatti le in...

Mostra altri
Editoriale
La Bussola dei Diritti

Assegno unico per i figli: è legge

È stata approvata il 30 marzo la Legge che prevede l’assegno unico e universale per i figli: dal ...

Mostra altri
La Bussola dei Diritti
La Città Digitale

Algoritmi e passi predefiniti

Nello scorso numero abbiamo parlato di cosa sono gli algoritmi, soffermandoci su un aspetto centr...

Mostra altri
La Città Digitale
Senza Confini

“Non neghiamo ai nostri ragazzi presente e futuro”

Il tempo del Covid sarà ricordato a lungo da tutti e in modo particolare da coloro che hanno subi...

Mostra altri
Senza Confini
Te Ricordet... Laives

La chiesetta di San Pietro

Simbolo della città, tanto da apparire nello stemma comunale, la chiesetta di San Pietro – chiama...

Mostra altri
Te Ricordet... Laives
Le Pietre di Bolzano

La Via Crucis sul Monte Calvario del Virgolo a Bolzano

In tutta l’Europa cattolica, fra il XVII e il XVIII secolo, vennero istituite le Vie Crucis per r...

Mostra altri
Le Pietre di Bolzano
Le Pietre di Merano

Un superarchitetto per creare l’ippodromo più importante ...

Per più di un secolo il nome di Merano in tutto il mondo è stato associato, per molti, al suo ipp...

Mostra altri
Le Pietre di Merano
Monumenti da Riscoprire

La scultura di via Einstein

Segno dell’impegno del Comune di Bolzano anche per far apprezzare l’opera di artisti, locali e no...

Mostra altri
Monumenti da Riscoprire
La Scena Musicale

La Spritz Band e il suo doppio

Andrea Maffei e la sua Spritz Band non se sono stati con le mani in mano e hanno pubblicato nelle...

Mostra altri
La Scena Musicale