Panchine, un luogo comune

Attualità | 11/3/2021

“Luogo comune” è un progetto nato per valorizzare e ridisegnare il modo in cui ci si siede e si interagisce con le panchine nello spazio urbano nel quartiere Don Bosco di Bolzano. Quattro idee diverse per connettere le persone nel rispetto del distanziamento sociale.

“Luogo comune” è un progetto sviluppato da Francesco Ferrero, Julia Maier e Ute Peppersack, tre studenti del master di eco-socio design della Libera Università di Bolzano in collaborazione con Officine Vispa e il supporto del Comune di Bolzano. Su queste pagine avevamo già parlato del progetto “Insalata di Bosco”, un ricettario condiviso del quartiere Don Bosco che fa parte di questa rete di progetti volti a connettere le persone tra loro.  
Per questo progetto, dice Francesco Ferrero, “mettiamo insieme le nostre conoscenze: abbiamo la grafica, il design del prodotto; non conosciamo le peculiarità di Don Bosco ma abbiamo un’associazione che ci aiuta e che ci sostiene, Officine Vispa”. Gli incontri e i momenti di dialogo iniziati in presenza, si sono poi ovviamente spostati online, dove sono continuati il lavoro di ricerca e il processo di design per ripensare il modo di interazione con le panchine e dello stare nello spazio pubblico. I quattro modi scelti per farlo, i quattro ‘elementi add-on’ – ovvero che possono essere ‘installati’ sulle panchine – non sono pensati solo per diventare dei possibili strumenti di connessione sociale per via della situazione provocata dall’emergenza sanitaria; anzi, sono stati pensati per essere versatili e durevoli nel tempo. 
La ‘turning table’ è la prima idea di stazione, che consiste in una serie di pannelli trasparenti dove sono apposte delle domande in merito alla situazione odierna (o immaginare quando sarà finita) per agevolare la socialità nel rispetto del distanziamento e che all’occorrenza potrà essere trasformata in una tavola. La ‘moody bench’, invece, si tratta di una serie di sticker apposta ad alcune particolari panchine che hanno una disposizione a cerchio, dove si può scansionare un codice QR e ascoltare una ‘playlist di quartiere’ alla quale si può contribuire con le proprie scelte musicali, in base all’umore di quel momento. La terza stazione è la ‘happy box’, una scatola dove lasciare e ricevere in cambio dei messaggi; e infine un altro ‘tavolo versatile’, la ‘talking bench’, pensata per agevolare le persone a interagire ma attraverso un pannello frapposto tra le due, sul quale possono anche esprimere i loro pensieri in forma scritta o disegnata – sempre con la necessaria distanza. “Per il momento è un’idea, un progetto che non ha ancora visto la luce, ma che sicuramente speriamo possa essere d’aiuto per altri progetti, o possa essere di ispirazione per altre idee o in qualche modo – dice Francesco Ferrero – speriamo che porti una nota positiva a un quartiere che ha già tantissime associazioni, persone e lavoro sul pubblico, sullo spazio e su tutto quello che gravita attorno al quartiere”.

Autore: Redazione COOLtour

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