Nel cuore di Bolzano, nascosto tra i portici e il viavai quotidiano di piazza delle Erbe, al primo piano di un palazzo storico, si trova un piccolo museo capace di raccontare quattro secoli di storia attraverso un oggetto tanto comune quanto straordinario: l’orologio. È il Museo dell’Orologeria di Christian Clementi, nato dalla passione di una vita e dal desiderio di condividere un sapere antico.
“Mi sono detto: perché non allestire una mostra permanente con orologi antichi e divulgare un po’ la storia dell’orologeria”, racconta Clementi, proprietario e guida del percorso espositivo.
La mostra si sviluppa attraverso una serie di vetrine ordinate cronologicamente. Un percorso chiaro, che accompagna visitatrici e visitatori dal XVII secolo fino ai giorni nostri, permettendo di osservare da vicino non solo l’evoluzione tecnica degli strumenti, ma anche quella estetica delle casse e dei materiali. “Secolo dopo secolo l’orologeria ha introdotto migliorie significative, perfezionando sempre di più la precisione”, spiega Clementi.
Accanto agli orologi da tasca e da polso, trovano spazio anche meccanismi più complessi, come gli ingranaggi di un orologio da campanile, che testimoniano la dimensione monumentale di quest’arte. Ma il museo non è solo una raccolta di oggetti: è un racconto vivo, guidato direttamente dal suo fondatore. “Accompagno le persone da vetrina a vetrina, spiegando il lavoro e l’ingegno degli orologiai del passato, che cercavano non solo la precisione, ma anche la bellezza”, dice.
Tra i pezzi più curiosi spicca l’orologio a candela, una sorta di sveglia ante litteram: sulla candela sono segnate le ore e una pallina di ferro, inserita all’altezza desiderata, cade su un piatto metallico quando la cera si consuma fino a quel punto, segnalando il passare del tempo in modo tanto semplice quanto ingegnoso.
Il percorso racconta anche il passaggio all’epoca industriale. Intorno al 1900, infatti, la produzione in serie rende gli orologi più accessibili, senza però cancellare il valore della maestria artigiana. In quegli anni si diffondono i primi orologi da polso, destinati a sostituire quelli da tasca, mentre stili come l’Art Nouveau introducono forme eleganti e decorative. Parallelamente, gli strumenti degli orologiai diventano sempre più sofisticati: piccoli torni, macchine per fresare e utensili di precisione, spesso costruiti dagli stessi artigiani, segnano l’inizio di una nuova era tecnologica.
Nonostante la ricchezza della collezione, il museo mantiene un carattere intimo e accessibile. Le vetrine sono accompagnate da didascalie chiare, pensate per guidare anche chi non ha conoscenze specifiche, rendendo la visita comprensibile e coinvolgente.
L’ingresso è libero, ma la visita avviene su prenotazione. Per raggiungere il museo, arrivando da via Museo si svolta a destra e si prosegue lungo il marciapiede dietro le bancarelle di piazza delle Erbe: dietro la seconda si trova un portone con grata in metallo, con i campanelli dell’orologiaio e del museo.
Per informazioni e prenotazioni è possibile consultare il sito www.orologiaio-clementi.it oppure telefonare allo 0471 974482, dal lunedì al venerdì tra le 9 e le 12.
Un luogo raccolto, quasi nascosto, che offre però un’esperienza capace di dilatare il tempo, restituendo valore a ogni singolo ingranaggio.
Autore: Till Antonio Mola