Rock’n Südtiroll: sessant’anni di manifesti per la musica locale

Attualità | 22/1/2026

Nel foyer del Teatro Cristallo di Bolzano si respira aria di musica e memoria visiva: fino al 31 gennaio è visitabile la mostra Rock’n Südtiroll – Grafica da concerto. Sessant’anni di manifesti, curata dal giornalista e critico musicale Paolo “Crazy” Carnevale. Un viaggio nella storia della musica dal vivo in Alto Adige, che è anche diventato un libro, pubblicato da Riff Records, la casa editrice ed etichetta musicale che fa capo a Paolo Izzo.

Come è nato questo progetto?

Rock’n Südtiroll nasce dalla mia passione per la musica, unita a un interesse per la grafica dei dischi e dei manifesti dei concerti. Non mi interessavano i manifesti più commerciali, ma quelli con un contenuto grafico originale, creativo, spesso legati a piccole produzioni o realtà indipendenti. Penso, per esempio, ai manifesti dei grafici di San Francisco tra il 1966 e il 1969, oggi vere opere da collezione. Da qui anche il sottotitolo del libro: Grafica da concerto.

Nel libro ci sono 150 manifesti. Sessant’anni di concerti: cosa li accomuna?

Il filo conduttore è il legame con la nostra provincia: concerti di gruppi locali o eventi in cui sono coinvolti musicisti del territorio. Chi cerca la locandina, ad esempio, del concerto di Frank Zappa a Bolzano, non la troverà. Ma se un gruppo locale ha fatto da spalla a un artista famoso, anche fuori provincia, allora sì. Per fare due esempi: c’è una locandina del concerto beat dei Giganti a Castelfiorentino, con apertura dei bolzanini Dedy Cemm, e quella del concerto di Stanley Clarke in Germania, con i Trinciato Forte della Val d’Isarco come gruppo spalla.

Un archivio visivo e musicale che nasce da una rete di collaborazioni…

Esatto. È un progetto che non sarebbe stato possibile senza figure chiave, in particolare Paolo Izzo, presidente dell’Associazione provinciale musicisti e anima di Riff Records. Con lui c’è un rapporto di fiducia e uno scambio continuo: ci si sostiene a vicenda e le idee prendono forma concretamente.

La mostra e il libro raccolgono materiali molto diversi… 

Sì, ci sono manifesti di festival con più gruppi, ma anche concerti singoli, grandi e piccoli. La raccolta va dagli anni Sessanta al 2023. La cosa più bella è stata l’entusiastica partecipazione di musicisti, appassionati e collezionisti, che hanno tirato fuori i loro manifesti conservati per anni.

Ogni manifesto è descritto con data, nomi dei musicisti, provenienza (spesso da collezioni private), autore della grafica e dimensioni. È un modo per restituire dignità a oggetti che sono vere testimonianze culturali.

C’è già l’idea di una seconda edizione?

Questa è una prima raccolta, un punto di partenza. Spero che chi visita la mostra o legge il libro pensi: “Anch’io ho dei manifesti!” e magari voglia contribuire a una nuova edizione. Progetti come questo vivono grazie alla memoria collettiva.

Dove si può trovare il libro?

Ha un codice ISBN, è reperibile online e sarà disponibile anche in libreria e nei negozi di dischi. E naturalmente, chi passa dal Teatro Cristallo può sfogliare alcune delle pagine esposte in mostra, fino al 31 gennaio.

Autore: Till Antonio Mola

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