Musicisti di strada: categoria discriminata?

Attualità | 25/11/2021

Nei confronti dei pochi musicisti professionisti che si esibiscono nel centro storico l’amministrazione comunale di Bolzano non dimostra la stessa sensibilità manifestata nei confronti dei commercianti ambulanti. Ecco cosa prevedono le più recenti disposizioni, unitamente alle voci dei musicisti e quelle del sindaco e dell’assessora alla cultura.

Ai più attenti probabilmente non è sfuggito che da qualche settimana il centro di Bolzano è privo di musica. Gli artisti di strada hanno infatti smesso di suonare. Non è una moltitudine: stiamo infatti parlando sostanzialmente di una coppia di musicisti slavi, del giovane chitarrista Peter Burchia e di Klaus Walter, il mite suonatore di Streichzither (un tipo particolare di cetra tradizionale, suonata anche con l’archetto) che da tempo immemore si esibisce in abito tradizionale tirolese in Piazza Walther.
Tra i musicisti di strada Klaus Walter è un po’ un’istituzione, quasi una attrazione a sé, per i turisti che vengono a Bolzano.
Gli abbiamo chiesto perché non lo si vede più suonare in centro a Bolzano. “Fino a maggio riuscivo ad ottenere le autorizzazioni, poi i vigili mi hanno comunicato che non ne avrebbero più concesse.
Non ne ho compreso il motivo, ma in estate, con il bel tempo, ho deciso di suonare ugualmente, anche senza permesso. Questo fino al 23 settembre, quando, mentre pacificamente suonavo con diverso pubblico presente, sono arrivate due auto della polizia municipale e i vigili, che in maniera alquanto brusca, con tanto di mimica gestuale, mi hanno intimato di mettere via i miei strumenti e di sparire, pena una multa’. Ritengo che avrebbero potuto usare anche toni più gentili, o darmi un minimo di preavviso. Se penso che ai tempi del sindaco Spagnolli il comune elogiava la mia presenza, sottolineando la valenza culturale del mio lavoro, mi rattristo. Dopo questo episodio ho cominciato a suonare sul piazzale della funivia a Soprabolzano, a Merano e a Caldaro”.
Abbiamo ricevuto un resoconto analogo da Peter Burchia, giovane chitarrista del giro della reggae band Shanti Powa: “a Bolzano è diventato difficilissimo ottenere le autorizzazioni per suonare”.
La posizione voluta dall’attuale amministrazione bolzanina risulta essere in controtendenza rispetto a quanto portato avanti solo pochi anni fa. Infatti, su spinta del consigliere comunale Tobias Planer, un gruppo di lavoro di operatori culturali si era a suo tempo adoperato per la regolamentazione delle attività degli artisti di strada. In merito abbiamo sentito l’assessora alla cultura Chiara Rabini. “Ad inizio consigliatura avevo incontrato vari musicisti di strada che chiedevano la modifica dell’ordinanza e mi sono adoperata per far valutare agli uffici modifiche favorevoli per una valorizzazione degli artisti attualmente in corso”.
Sembra tuttavia che non spetti all’assessorato alla cultura intervenire, ma che la competenza per l’arte di strada sia in capo al sindaco Renzo Caramaschi, da noi interpellato. “Non è vero che c’è un divieto assoluto. È che se un musicista resta a suonare tre o quattro ore sotto ad uno studio dove c’è un dottore o dove ci sono degli ammalati, questo non va bene”. Apprendiamo che nel dicembre del 2019 il Comune di Bolzano ha aggiornato la precedente ordinanza del 2014 sulla “limitazione dell’esercizio dei mestieri girovaghi e artistici a tutela della quiete pubblica”. Qui viene posto l’accento sul “continuo e fastidioso disturbo causato da suonatori ed artisti di strada”, obbligando gli artisti alla richiesta di una autorizzazione con marca da bollo. Nella stessa ordinanza sono definiti luoghi, orari (nei giorni feriali tra le 10 e le 12 e tra le 16 e le 19) in cui gli artisti si possono esibire ed eventuali sanzioni per i trasgressori, tra cui “il sequestro amministrativo ai fini della confisca degli strumenti e delle attrezzature utilizzate per l’esercizio delle attività”, in caso di reiterazione delle violazioni. Attualmente la polizia municipale non rilascia autorizzazioni a causa della sostanziale impossibilità di controllare il pubblico che assiste, secondo le norme previste per la prevenzione del contagio da Covid. Non possiamo tuttavia fare a meno di notare come il Comune si prodighi per favorire il commercio in strada – pensiamo solo agli sforzi per far partire i mercatini di Natale – ma non riesca a dare equivalente importanza alle professioni artistiche che si esprimono in quegli stessi spazi, pregiudicando quindi in questo modo la loro stessa sopravvivenza.

Autore: Till Antonio Mola

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