Un mondo da scoprire in mensa

Attualità | 19/5/2022

Fare il giro del pianeta in mensa, gustando i piatti dei paesi più diversi, dai cevapcici della Romania al cous cous del Marocco. Il progetto “Gastone, chef della refezione” ha preso il via a ottobre scorso e accompagnerà fino alla chiusura dell’anno scolastico le mense delle scuole di Laives, S. Giacomo e Pineta.

A fare da “mascotte” e guida culinaria in questo viaggio culinario attorno al mondo un personaggio mascotte che ricorda le figure del Carosello, un simpatico cuoco chiamato appunto Gastone. Dopo oltre otto mesi “in viaggio” con Gastone abbiamo chiesto a Paolo Brunini, dirigente dell’ufficio sociale e cultura del Comune di Laives, come è stato accolto il progetto. “Allora, Gastone verrà promosso?” gli abbiamo chiesto scherzando. “Certamente, ma sarà ripetente comunque!” ci ha risposto a tono, sorridendo. Visto il successo, l’iniziativa proseguirà, ma senza ripetersi, perché Gastone ha un carattere aperto e sperimentale, ed è un “work in progress”, un progetto pilota insomma. 

Ma andiamo con ordine. In dialogo con Brunini scopriamo come è nata l’idea: l’iniziativa non è stata pensata come pacchetto pronto e finito, ma è stata sviluppata grazie a un lavoro di gruppo, che ha visto collaborare diverse professionalità: dal dirigente Brunini ai cuochi e cuoche delle mense con i referenti, fino all’assessora al sociale Claudia Furlani, che si è appassionata fin da subito al progetto, non solo sostenendolo, ma collaborando attivamente “in prima fila” in ogni fase, assaggi dei menu compresi. 

L’intenzione era migliorare il servizio mensa e portare una ventata di novità, ma non limitarsi al classico menu etnico, e così è nata l’idea di fare il giro del mondo, da est a ovest. 

Un modo per portare sulla tavola gusti e sapori di paesi e culture diverse e offrire spunti di approfondimento per conoscerli, quei paesi. Ogni mese è stato infatti presentato un menu diverso, con un volantino in cui il personaggio Gastone spiegava le particolarità e le curiosità legate alle diverse pietanze. Inoltre, i piatti di Gastone hanno ispirato diversi approfondimenti nelle scuole.

OLTRE MILLE PASTI

“La sfida non era da poco, perché dobbiamo preparare oltre mille pasti al giorno rispettando i tempi e le caratteristiche da mensa” ci ha raccontato Brunini. “Occorre mettere insieme la coerenza del piatto con il paese e non andare troppo contro i gusti dei bambini. Il tutto deve essere fattibile in quella mezz’ora di tempo a disposizione dei piccoli per il pasto in mensa” continua. 

Dietro ad ogni piatto che arriva bell’e pronto sui tavoli della mensa c’è un lungo lavoro di preparazione, in cui i cuochi si trovano prima, discutono sui piatti e poi fanno una specie di prova, a cui segue l’assaggio del team dell’ufficio “Che è diventato una specie di rituale ormai”, racconta Brunini, e continua “le ricette di Gastone sono uno spunto anche per noi, per provare a fare a casa i piatti dalle diverse parti del mondo”. Tra le idee in cantiere, per il futuro, c’è infatti la raccolta di tutte le ricette proposte durante l’anno.

IL PURé DI PLATANO…  PIACE!

Quando ci si avventura in territori “inesplorati” o poco conosciuti le sorprese non mancano, anche quelle piacevoli. I cuochi, abituati alla diffidenza e alle critiche di bimbi e bimbe, hanno scoperto non senza sorprese, ad esempio, la rapa rossa nella minestra “chorba”. Un’altra sorpresa è stato il purè di platano- che è poi una banana. Il platano è stato mescolato alle patate e “aveva il sapore della patata dolce, è molto piaciuto” dice Brunini. Per inciso, i platani necessari per la prima prova assaggio sono stati reperiti dal cuoco in un negozio in Via Resia a Bolzano, dopo avventurose ricerche su tutta la via. Per qualche giorno poi la mensa ha accolto chili di platani a maturare – effetti collaterali delle sperimentazioni gastonesche. Su altri piatti si è invece giocato facile, come l’attesissimo hamburgher, presentato nel menu degli Stati Uniti e accolto da un boato di approvazione generale da parte di bambini in mensa. Ma prima i cuochi hanno sudato freddo per riuscire a presentare centinaia di hamburgher a regola d’arte tutti insieme. “Col tempo, è nato un bello spirito di corpo ed è cresciuta anche una certa ambizione da parte del team dei cuochi” commenta Brunini. Nei mesi, il progetto Gastone ha attirato una certa visibilità ed è stato persino oggetto di una interrogazione consiliare da parte dei verdi, per via della dicitura anglofona “Mexico City” invece di “Città del Messico”, riportata nel menu relativo. Interrogazione a cui l’assessora Furlani ha riposto letteralmente per le rime, in poesia, sdrammatizzando: ironia apprezzata dagli stessi consiglieri Giorgio Zanvettor e Luisella Raveane.

SVILUPPI FUTURI

Come accennato all’inizio, l’accoglienza più che positiva del progetto spinge per una sua riproposizione “ampliandone le potenzialità e magari affrontando temi educativi con le scuole, sull’educazione alimentare e ambientale” ci ha detto Brunini, che col team di Gastone sta lavorando per mettere a punto gli sviluppi futuri dell’iniziativa. Che sicuramente non verrà riproposta identica, ma con lo stesso spirito di apertura, per avvicinare i piccoli e non solo a culture diverse. Il tutto senza pesantezze e rigidità, pronti a rispondere ai cambiamenti che, volenti o no, viviamo ogni giorno – quali migliori premesse per il futuro?

Autrice: Caterina Longo

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